Sanremo 2026 – quarta serata

Le pagelle di Frisk

Elettra Lamborghini con Las Ketchup “Aserejé” – 7

È il 2002, Diego viene “rumbeando” e las hijas del Tomate sono le principessine dell’estate con “Aserejè”. Boom, quasi 24 anni dopo Elettra ce le regala sul palco dell’Ariston e ci fa iniziare la serata in allegria. Certo, sembra un po’ un villaggio vacanze, ma dopo la terza serata ne siamo più che contenti. E niente festini bilaterali notturni, eh!


Eddie Brock con Fabrizio Moro “Portami via” – 7

Eddie non è forte, purtroppo. E Fabrizio non deve ancora passare il testimone del tormentato romano, però stanno bene insieme, ci arrivano come fraterni e l’esecuzione è buona. Lasciateci ancora un po’ qui, grazie.


Mara Sattei con Mecna “L’ultimo bacio” – 6.5

Un po’ scolastici, ma come diversi altri lungo la serata, ma bene. Il brano è importante e Sara fa bene. Corrado fa pure meglio, un po’ di rap ben fatto e poi mette in chiaro che canta anche. Avanti!


Patty Pravo con Timofej Andrijashenko “Ti lascio una canzone” –
7

Duetto non musicale, ma altamente artistico, anche se Timo sembra un pochino fuori luogo. La Divina omaggia Ornella Vanoni e lo fa, beh, divinamente. Grazie.


Levante con Gaia “I maschi” – 6

RAI censura il bacio saffico finale, però loro si divertono e ci intrattengono quando siamo ancora all’inizio della serata. Certo, la disperazione sarcastica di Gianna Nannini è irraggiungibile, ma ci torneremo più tardi. Risulta un po’ karaoke, l’esecuzione, e da due così è un peccato.


Malika Ayane con Claudio Santamaria “Mi sei scoppiato dentro il cuore” – 6

Malika è in formissima, proprio come suo momento. Santamaria è uno degli attori migliori del panorama italiano del momento. E allora, momento, ma perchè insieme in questa versione di un brano che è un capolavoro assoluto e che così, pure questo, sa un po’ di karaoke tra un cheeseburger con patatine al tavolo e una Beck’s al bancone mentre si sfoglia il quaderno dei brani disponibili da cantare?


Bambole di Pezza con Cristina D’Avena “Occhi di gatto” – 9

Che bomba termonucleare! Cristina è così, sempre e comunque, e loro che tiro! Da riascoltare, da riguardare, da suonare in onda almeno per un paio di mesi. Parapà, parappaparapà…


Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso “Su di noi” – 7

Il King del sample, inserta un sacco di robe e tutte con un senso molto preciso. Pupo sembra un gigante, Fabrizio dà quella sfumatura di raffinatezza e Dargen cuce tutto con le rime che raccontano di un disertore, fino alla chiosa con insert in voce di Papa Francesco. Su di noi, le idee di Dargen. Certo, per il pubblico dal divano risulta un po’ difficile. Un punto in meno.

Tommaso Paradiso con Stadio “L’ultima luna” – 7.5

Nulla di troppo d’impatto, ma ben fatto. Fare Dalla in occasioni ufficiali fa sempre inarcare il sopracciglio, ma se lo fanno gli Stadio si allarga il sorriso – “come De Niro ma più piano”, cit. – e Tommaso si vede che ci tiene molto. Anzi, canta meglio dei pezzi suoi. Prima lacrimuccia della serata.

Michele Bravi con Fiorella Mannoia “Domani è un altro giorno” – 7.5

Altro omaggio a Ornella, e Fiorella mica sbaglia – e quando mai? – ma nemmeno Michele. Quel suo graffiatino naturale quanto ci sta bene, in questo brano. Ottima scelta e buonissima esecuzione.

Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band “Vita” – 9

Tredici Pietro Morandi, con Galeffi, Fudasca e G, e poi viene fuori che G è papà. Su quel palco che è suo e col brano con cui si rilanciò insieme a Lucio. E come la fanno, insieme, su e giù per quelle scale, seduti a fianco. Qui, o scriviamo per mezz’ora, oppure la chiudiamo con:”Chiudete l’Ariston!” P.S. seconda lacrimuccia della serata.

Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas “Il mondo” – 7

Dario prezioso, seppur attento a lasciare spazio a loro. Che persona garbata. E loro sempre col sorriso, belli, veri. Il brano è e sarà sempre un manifesto di speranza, uno di quelli che sa chiunque, senza nemmeno sapere perchè o da quando. Gira, il mondo, gira…

Fulminacci con Francesca Fagnani “Parole Parole” – 8

Ecco un ottimo utilizzo di un non-cantante. Francesca esce benissimo e lui fa quello che vuole, col tempo, con l’intenzione, con il controllo vocale – stiamo parlando di un brano di Mina, eh – e le gira intorno e ci fa divertire. Altrochè parole e parole.

LDA & AKA 7EVEN con Tullio De Piscopo “Andamento lento” – 8

22, 25 e 80 anni. Il Maestro fa groove già solo con il “eeeuh” di quando entra lui a cantare. Poi suona anche, che regalo. Luca e Luca bene, freschi ma adeguati. Luca Aka canta sempre molto bene, in queste sere. Luca DA rappa sempre molto bene, in queste sere. Vai mò!

Raf con The Kolors “The riddle” – 6.5

Per sentire delle armonie vocali, in questo Sanremo 76, bisogna aspettare la quarta sera e che arrivi Stash. Sincero? Questo paso doble che non cambia mai durante il brano annoia un po’. Ma come? Uno degli inventori della Italo Disco con quelli del disco “Italo Disco”, groove a pacchi, bassi, synth, chitarra che funkeggiano a fiumi e rimaniamo sul ritmo dell’intro? Per Nik Kershaw la parte bandistica era solo l’intro, per Gigidag pure, per Prezioso & Marvin non serviva neanche. Occasione sprecata.

J-Ax con Ligera County Fam “E la vita, la vita” – 8

Milàn l’è un gran Milàn! La Ligera è la criminalità non organizzata, quella di strada, quella dei ragazzacci. Eccoli: Ale e Franz, Paolo Rossi, Jannacci jr e il buon Cochi, ed ecco l’amalgama pressoché perfetta che con Ax si diverte come in bocciofila. Spensierati.

Ditonellapiaga con TonyPitony “The lady is a tramp” – 10

Si torna meravigliosamente negli anni ’50: divertenti e precisi, perfetti, ineccepibili. Orchestra estremamente divertita. Un connubio inaspettato e pazzesco. Vincono, ma proprio alla stragrande! Tutti d’accordo, chapeau!

Enrico Nigiotti con ALFA “En e Xanax” – 8

Sono belli, molto belli insieme, funzionano e sono equilibrati. Azzeccatissima l’idea di Alfa di cominciare con la parte parlata leggendo le parole da un bugiardino… Ci raccontano una storia toccante e arrivano a destinazione.

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia “Besame Mucho” – 7.5

La voce incantevole di Delia diventa un tappeto sonoro perfetto per Serena e Gregory Porter, che sembra un po’ come sempre quando gli americani vengono calati a Sanremo: lì un po’ per caso.. Perfetti eh, ma forse troppo. Molta tecnica, poco cuore.

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi “Hit the Road Jack” – 9

Sayf efficacissimo, pieno, un bravo animale da palcoscenico, con le melodie, la parte rappata, la tromba e il coinvolgimento del pubblico. Tutto perfetto, ma al punto che poteva farla da solo con l’orchestra, una versione così, perchè Mario è un po’ sperso e Alex proprio solo comprimario. Ma perchè è Sayf a essere stato esagerato e a metterli, involontariamente, in ombra. Gigante, arriva secondo.

Francesco Renga con Giusy Ferreri “Ragazzo solo, ragazza sola” – 5

Bravi, intonati, ma non arrivano, nè a noi, nè in classifica.

Arisa con Coro del Teatro Regio di PARMA “Quello che le donne non dicono” – 7

Per noi discutibile. Tutto bello e tutti bravi, però non è un inno sacro e non è un brano da epicità, anche perchè Rosalba già ha il brano in gara che è da musical, così è un’esagerazione. Ci permettiamo di segnalare che era il 1987, quando c’era molta meno attenzione al tema, e il brano originale era di consapevolezza, di affermazione, cordiale ma fermo. E Fiorella è lì, a 18 metri. Mboh.

Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci “Baila Morena” – 6

Sufficienza per Roy Paci, ma il brano non è d’impatto quanto l’originale, lui si gioca la carta nazional-popolare di Belén, che però ha meno appeal di qualche anno fa. Bene, ma va via come era arrivata, la canzone.

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo“Cinque giorni” – 7.5

Bello – che gli vuoi dire a questi quando cantano? – ma entrambi scolastici. Sal non spinge mai davvero – probabilmente si preserva per la finale di domani perchè sa che può succedere – ma anche Michele sembra fare il karaoke di se stesso. Tecnicamente superiore a chiunque, però, soprattutto con l’uso del microfono. Patisce quel palco e la memoria di Pippo, forse anche di sè.

Fedez & Masini con Stjepan Hauser “Meravigliosa Creatura” – 6

Sufficienza per Hauser, bellissimo e bravissimo. Per il resto: Masini canta bene sempre, ma sui pezzi suoi è un conto, su quelli di altri è troppo Masini. Fede ha sempre lo stesso flow e quasi sempre gli stessi temi (vita, scelte, casini). Intenzione troppo diversa dall’originale, che è quasi a tempo libero – e il violoncello di Hauser poteva aiutare molto – invece qui ci si affanna sul melodico per stare a tempo per il parlato. Lo diciamo definitivamente: la Nannini, che piaccia o non piaccia, non è coverabile.

Ermal Meta con Dardust “Golden Hour” – 9

Siamo di parte, ma Dardust è un genio. Piano, Moog e Touch-Pad con pattern ritmici. Ermal con inglese perfetto – e non vogliamo neanche fare riferimenti a chi si è complimentato per il suo Italiano di recente – e che vocalmente fa davvero quello che vuole. Migliore dell’originale di JVKE.

Nayt con Joan Thiele “La canzone dell’amore perduto” – 6.5

De Andrè. Brano sull’amore adulto, che cambia e rimane, che non ha più fisicità sessuale. Forse troppo grande per loro, ma non tecnicamente, per età. Un punto in meno per la scelta del brano troppo pretenziosa. Joan è sempre molto bella e molto brava e lui segnala di essere lì non per caso. Arrivano in classifica.

Luchè con Gianluca Grignani “Falco a metà” – 7.5

Questo è fare rap in Italiano – giusto per chiarire che non è che qualsiasi parte parlata sia considerabile rap, ma non è tempo e luogo per approfondire. Questo è Luchè, più che col suo brano in gara. Gianluca preciso, presente e sempre molto vero. Continuano a essere le sue storie, queste. Terza lacrimuccia della serata. Frecciatona a Laura Pausini al momento dell’uscita, in riferimento alla cover di “Destinazione Paradiso” della quale ci eravamo dimenticati. Ma lui no, perchè continuano a essere le sue storie, queste.

Chiello con maestro Saverio Cigarini “Mi sono innamorato di te“ – 4

Non riesce ad aprire la bocca, ma proprio fisicamente, e finchè è su brani suoi, ok. Ma su un brano di Tenco no. Stucchevole. Con Cigarini al piano, che spreco.

Leo Gassmann con Aiello “Era già tutto previsto”5

Escono all’una e fischia e si vede che sono arrabbiati, perchè anzichè esplodere nel brano, urlano proprio. Sembrano i due cugini coetanei che si allontanano per giocare fuori dal ristorante a un pranzo di famiglia. Leo, quest’anno male. Peccato, perchè hai tutto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *