Sanremo 2026 – prima serata

Le pagelle di Frisk

Ditonellapiaga | Che Fastidio! – 7.5: elenco dei fastidi con un outfit indimenticabile. Il brano non è tormentone come ci si aspettava, forse è fin troppo electro, ma fa bene a spingere. Rotta per rotta…Poi, con quel sorriso può tutto.

Michele Bravi | Prima O Poi – 6: il ruolo del crooner gli sta bene, meglio di quello dell’emo lamentoso o del “Twilight addicted”. L’ipersensibilità, e i ricordi che lo fanno sentire un po’ colpevole sempre e ovunque, sono la sua croce e delizia. Se rimane così, può crescere nelle altre serate.

Sayf | Tu Mi Piaci Tanto – 6: chiede di non essere paragonato a Ghali, ma è davvero difficile non andare lì col pensiero. Titolo da tema di terza elementare e brano che è il solito mix di rap e cantautorato, per di più da parte di un figlio di terra ligure, e che però non ha un ritornello forte. Tanto rumore per nulla? Chiedo.

Mara Sattei | Le Cose Che Non Sai Di Me – 5: purtroppo. Il brano è più vecchio di lei, che è mozzafiato come outfit e appeal, ma non esce la sua personalità artistica che è enorme. Forza, Sara!

Dargen D’Amico | AI AI – 8: funkettone! Bravo perchè non a 140 bpm anche stavolta, bravo perchè AI ma raccontata e non criticata. Noi e il momento storico invece sì, ma quello è tema di intelligenza naturale. Tormentone?

Arisa | Magica Favola – 7: è la voce migliore tra quelle in gara. La canzone è emozionante, ma forse troppo da musical o da film d’animazione. Canta robe anche per nulla banali, ma in quell’arrangiamento sembra tutto “Frozen”. Non è “La Notte”.

Luchè | Labirinto – 5: non è una street song? Ok. Le strofe son meglio del ritornello? Ok. Però si fa veramente fatica a ricordare che è il 50% di Co’Sang quello sul palco. Anche poco carisma, stasera. Lui che ne emana a pacchi. Ci rivediamo in queste prossime sere, Lù?

Tommaso Paradiso | I Romantici – 6: brano Vendittiano, però per il suo profilo e per l’aspettativa doveva mangiarselo, quel palco, invece anche proprio come postura sta piegato, sul fianco sinistro. Non c’è qualche parola che rimane. Com’è il titolo?

Elettra Lamborghini | Voilà – 6.5: outfit mozzafiato. Furbata nel testo con riferimento alla Carrà, atmosfera da chiringuito e via verso un tormentone che in radio ci accompagnerà e che in pista funzionerà. Per la gara no, però. Voilà, a bailàr!

Patty Pravo | Opera – 6: vecchia volpe che tiene il palco anche da ferma. Il brano è elegante, lei lo porta bene, sa che difficilmente farà alta classifica, ma la sua storicità può portare di tutto: voti, attenzione, successo. Stasera le bastava esserci, nei prossimi giorni se la giocherà.

Samurai Jay | Ossessione – 6.5: l’immagine è super-dark, ma il brano è il manuale del tormentone latino, però molto credibile, portato bene, e alla fine bene così. Baila, dale, andale, “scatta un paio di foto e poi mandale”, e tutto il resto del repertorio d’animazione di contatto del villaggio vacanze “Sanremo 2026”. A che ora è l’acqua gym? Fresco!

Raf | Ora E Per Sempre – 6: scrive col figlio, titolo che sembra una preghiera, vocalmente emoziona perchè quasi non ci si crede a un suo inedito a Sanremo. Il brano però è molto classico, ne ricorda altri – Zarrillo, Grignani…- e non rimane. 66 anni, gli occhi malinconici. Ora pro nobis?

J-Ax | Italia Starter Pack – 5: country?!…Ma country, zio?! Avicii – buonanima – ficcato (neanche troppo bene) dentro Mumford & Sons. Si lamenta, ma non si capisce benissimo contro chi o di cosa. L’uomo che pompa la benza è davvero troppo inflazionato, tra le sue rime, ma fai fatica a riconoscerlo, perchè sembra JR di Dallas che però si lamenta della filiera del petrolio. Ale, tutto a posto?

Fulminacci | Stupida sfortuna -8: vintage nel look, nei movimenti e nell’interpretazione. Funziona. Elegante ed emozionato.
Parte con qualche imprecisione – quel palco è pesante – ma ci regala qualche minuto di cantautorato vecchio stile, profondo e scanzonato.
Romantico perde le chiavi di casa come si perdono gli amori: per strada, senza volerlo.

Levante | Sei Tu – 7.5: bella ballad d’amore, non ce l’aspettavamo. Anche perchè così, solo lei: grande controllo nell’affrontare un brano non facile. Accordi insoliti, ricercati, per un testo forse un po’ banale ma opportuno per l’occasione nazionalpopolare.

Fedez-Masini | Male Necessario – 8: sembra una barzelletta:”Ci sono Fedez e Masini (di nuovo) insieme a Sanremo”. E ci sono proprio! Masini c’è, intenso e pieno come lo stavamo aspettando. Fedez preciso come un orologiaio. Nonostante l’emozione tangibile provata su quel palco è arrivata più forte l’emozione che hanno trasmesso a noi sui divani. Al pubblico dell’Ariston piace particolarmente.

Ermal Meta – Stella Stellina – 7.5: la filastrocca affilata che stavamo aspettando. Sa scrivere bene e questo lo sappiamo. La prova che la musica – se vuole – è politica ce la porta Ermal Meta ogni volta che partecipa al Festival di Sanremo. Non ci aspettavamo quell’acuto preciso che arriva come una lama: fa male ed è giusto così. Ogni volta racconta qualcosa. Bene.

Serena Brancale | Qui Con Me – 8.5: bomba! Finalmente si strabuzzano gli occhi. Pazzesca: bella e bianca come una sposa, brano per la sua mamma e a dirigere l’orchestra la sua amata sorella. Ci ha abituati alla precisione assoluta, ma stasera l’emozione si è fatta sentire. D’altra parte il brano è davvero difficile e intenso. Apprezzata tantissimo dal pubblico dell’Ariston. Può vincere.

Nayt | Prima Che – 7: intenso e preciso. Si immerge nel brano che è triste ma consapevole. Bellissimo l’arrangiamento orchestrale che risulta estremamente contemporaneo: questa è un’ottima fusione di rap e cantautorato. E chi se l’aspettava?

Malika Ayane | Animali Notturni – 7.5: brava, che bello! Lei è musica. Ci aspettavamo il pezzo lentone e invece che bella dance, lei va funky, si diverte e porta leggerezza e un gran gusto! Brano notturno e ritmato, adatto ad un club esclusivo, magari sul mare, illuminato dalla luna. Wow, può cantare tutte le sere?

Eddie Brock | Avvoltoi – 4: arriva sul palco come il parente ubriaco dopo 8 ore di matrimonio con open bar. Litiga con l’intonazione su un brano abbastanza banale. Disperazione scanzonata. Non una bella esibizione, non un buon brano.

Sal Da Vinci | Per Sempre Sì – 5.5: il pubblico lo accoglie cantando “Rossetto e caffè” e Carlo Conti risponde che non è quello il brano di stasera. E invece sì, il brano è lo stesso. Ma al pubblico dell’Ariston piace e probabilmente crescerà nelle sere.

Enrico Nigiotti | Ogni Volta Che Non So Volare – 6: è sanguigno e molto bravo a portarci i suoi ricordi, che ne richiamano sempre di nostri. Il testo è raffinato, però il brano non c’è del tutto, il ritornello di sicuro no e la fotografia si perde un po’ tra le sfumature. Da risentire nelle prossime sere.

Tredici Pietro | Uomo Che Cade – 6.5: sta bene nel suo tempo. Rappa e canta. E si pone bene. Si muove un po’ goffamente, ma perchè poi uno pensa per forza a papà. E pure lui, mi sa, e l’intonazione ne risente. Credici, Pietro!

Chiello | Ti Penso Sempre – 5: il testo non è male, ma lui sembra un imbucato per sbaglio. Però si diverte, lui.  

Bambole di Pezza | Resta Con Me – 7: la canzone è un po’ scolastica, però loro sono uno schiaffone di colore e di “tiro”. L’occasione è ghiotta, ma non sembrano avere del tutto il coraggio di fare la rock-band e si rischia che vengano considerate la quota rosa che strizza l’occhio ai Modà. Invece loro suonano, Rock, e pure bene. Dai, ragazze, dai. Forza!

Maria Antonietta e Colombre | La Felicità E Basta – 7: massì, perchè comunque fanno divertire. Però sembrano La Rappresentante di Lista ficcati dentro i Coma_Cose. Ma poi, se fai praticamente tutto il brano a due voci, e loro sono due bravi, ma perchè fai tutto all’unisono? Fai un’armonia, smuovi un po’. Magari prossime sere?

Leo Gassmann | Naturale – 4.5: se urli così tanto, finisci per stonare, se non sei Masini. Brano che ha un’idea – accettarsi adesso, fare pace, ritrovarsi – però arrangiamento banalotto (special col tempo vocale raddoppiato che si subodorava da inizio brano) e testo un po’ raffazzonato, tanto che l’altra persona del brano sembra sia un tonno, in scatola al naturale.

Francesco Renga | Il Meglio Di Me – 6.5: tanta, ma tanta esperienza, una personalità sul palco incredibile – quella di chi lì ha vinto – vocalmente che gli devi dire? Però il brano non è che sia proprio il meglio di lui. Ma Nek dov’è?

LDA – Aka7Even | Poesie Clandestine – 6.5: è quella cosa lì, torniamo al chiringuito di Elettra, all’estate, alla coda sull’Autosole, però è fatta molto bene. Loro si divertono e divertono, i fratelli D’Alessio hanno scritto bene e Aka7even mette in chiaro di saper cantare. Cresceranno, e il voto del pubblico vorrà dire parecchio.

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